Mark Cucchelli, esce il suo primo disco dal titolo “Ho seminato amore”

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“Ho seminato amore” è il titolo del primo disco di Mark Cucchelli. Il disco è prodotto dall’etichetta discografica la L’n’R Productions

Esce oggi il primo disco di Mark Cucchelli: Ho seminato amore

Chi è Mark Cucchelli

Mark Cucchelli nasce il 22 Settembre 1995 a Padova, comincia a studiare musica all’età di 11 anni col basso elettrico, suonando canzoni di gruppi come Linkin Park, Muse, Red Hot Chili Peppers e molti altri anche come cantautori italiani come Elisa o Nek. 

Qualche anno più tardi Mark Cucchelli si interessa alla musica classica scoprendo coi Bach, Mozart, Haydn, Berlioz, Brahms e cosi iscrive al conservatorio A. Buzzolla di Adria e si applica allo studio di altri strumenti quali il contrabbasso e il violino. 

La passione per il canto viene durante il periodo di frequentazione del Liceo Musicale al Collegio Vescovile Barbarigo di Padova dove studia arie operistiche e musical.

Nel 2016 Mark Cucchelli sigla un accordo con una importante etichetta discografica la L’n’R Productions di Luca Rustici e Philippe Leon 

 

Intervista a Mark Cucchelli , oggi esce col suo primo disco “Ho seminato amore”

D: Come ti sei appassionato alla musica?  

R: Mi sono appassionato alla musica, quando da piccolino, più o meno all’età di 10-11 anni, frequentavo le scuole medie. Avevo un professore di musica che ci faceva sempre ascoltare dei dischi durante le lezioni. Poco alla volta poi mi sono incuriosito sempre di più. Ci faceva ascoltare dalle opere liriche alla musica più leggere quale il funky o il rock. Per me è stata una specie di illuminazione e subito dissi ai miei genitori che per Natale avrei voluto ricevere dei cd di gruppi che avevo scoperto da solo e che al tempo erano quelli più frequenti alla radio. Alla fine il giorno di Natale ricevetti i primi tre album dei Linkin Park e i primi tre dei Tokyo Hotel e mi sono sentito al settimo cielo.

D: Hai cominciato prima a suonare o a cantare?   
R: Ho cominciato prima a sonare. Il mio primo strumento è stato una chitarra acustica donatami da mia zia durante il periodo delle scuole medie subito dopo aver scoperto questa mia passione. Era un po’ poco per me toccare solo uno strumento e allora cominciai subito a suonare anche la batteria. Non ho mai frequentato lezioni né di chitarra né di batteria. Erano strumenti che mi piacevano, ma sentivo che le mie mani dovevano toccare qualcosa di diverso. Alla fine ho cominciato ad andare a lezione di basso elettrico, me lo ricorderò per sempre: era il 24 dicembre del 2008, quel giorno ho sempre pensato che fosse stato il più bel regalo di Natale del mondo. Il canto è stato qualcosa di consequenziale, è venuto successivamente ma in realtà c’è sempre stato. Quando suonavo comunque cantavo con gli amici insieme in garage. Ho cominciato seriamente a cantare durante il periodo del Liceo Musicale quando mi sono trovato a dover scegliere quale strumento mi avrebbe formato. Ho scelto di fare canto perché lo faceva una mia compagna di classe e anche perché me lo diceva il mio istinto che mi sarebbe piaciuto, e cosi è stato.

D: Quando hai scoperto di avere questo talento?     
R: Ho scoperto di avere questo talento quando al liceo ho cominciato a fare i primi saggi scolastici, infatti, avendo frequentato un liceo musicale, i saggi erano piuttosto frequenti. Ho cantato brani di Mozart tratti dal Flauto Magico e Dal Don Giovanni. Vedere la reazione del pubblico per quello che stavo facendo, nonostante al tempo avessi cominciato da poco, è stato qualcosa di emozionante e dal quel momento ho capito che quella era la mia strada e che non ci sarebbe stato niente che avrebbe potuto fermare la mia passione.

D: Come vedi il Mark del futuro?  
R: Mark del futuro lo immagino come una brava persona. Un ragazzo che diventa uomo giorno dopo giorno e cerca di comunicare agli altri ciò che lui ha dentro attraverso la sua musica. Emozioni che possano sempre dare qualcosa che rimanga agli altri. Vorrei vedere Mark del futuro davanti a delle persone che si emozionano per la sua musica, come un video che qualche tempo fa ho visto su Facebook dove un padre e un figlio venivano inquadrati al concerto dei Coldplay e emozionatissimi si sono messi a piangere davanti al loro gruppo preferito. Io spero che anche il Mark del futuro abbia l’opportunità di rendere un padre un figlio cosi felici.

D: Quali sono i tuoi sogni?
R: Il mio sogno è di poter aiutare gli altri un futuro quando ne avrò la possibilità attraverso i sentimenti e le emozioni che le mie canzoni potranno comunicare. Il titolo del mio disco, “Ho seminato amore”, rispecchia proprio questo mio desiderio per il futuro, cioè piantare un piccolo seme d’amore che poi diventerà un grande albero e di cui tutti potranno goderne i frutti. Spero che possa essere anche di esempio questa mia intenzione, spero che anche altri come me siano motivati a creare un mondo diverso, un mondo nuovo, seminando poco alla volta, passo dopo passo, un po’ di amore.

 

Qui il video del singolo “So che mi cercherai” tratto dal primo album di Mark Cucchelli “Ho seminato amore”

Author:

CarloVittorio Giovannelli, giornalista esperto di comunicazione media, autore e preside della facoltà di scienze della comunicazione laurea in Media e Giornalismo presso IPUS.