OGGI E’ VENERDI’ 13: MA PERCHE’ SI DICE PORTI COSI’ MALE?

1 anno ago by in Post dalla rete

C’è chi, vittima di una vera e propria fobia, la “Parascevedecatriafobia“, non riesce nemmeno a pronunciarlo.
Una spiegazione possibile alla presunta “sfiga” che contraddistingue il giorno di Venere risale al rapporto con la fede Cattolica: di Venerdì infatti muore Gesù Cristo, avviene il Diluvio Universale, Eva tenta Adamo con la mela. Il numero 13 solitamente invece, viene associato al 13° apostolo presente all’Ultima Cena di Cristo, il traditore Giuda Iscariota.
L’associazione tra questa data così temuta e una sorte non proprio favorevole è documentata anche in epoche precedenti: lo storico greco Diodoro Siculo riferisce che Filippo II, re di Macedonia e padre di Alessandro Magno, fu ucciso da una sua guardia del corpo dopo aver fatto mettere una propria statua accanto a quelle delle dodici divinità dell’Olimpo (la morte sarebbe stata la conseguenza di questo “sgarro” agli dèi). La diffidenza verso il 13 risalirebbe poi addirittura alle più antiche concezioni astrologiche assiro-babilonesi, secondo le quali il 12 era un numero sacro perché facilmente divisibile, mentre il 13 che stava dopo portava con se la fama di “cifra inutile”.

Se la storia non bastasse infine, basterebbe guardare al 2012 per accertare questo giorno come “dies nefastus”: il primo venerdì dell’anno, il 13 gennaio, il tragico naufragio della nave da crociera Costa Concordia all’Isola del Giglio provocò la morte di 32 passeggeri. Non ci resta che temere dunque, o riderci su.

Author:

CarloVittorio Giovannelli, giornalista esperto di comunicazione media, autore e preside della facoltà di scienze della comunicazione laurea in Media e Giornalismo presso IPUS.